Sarà forse per una serie di coincidenze ma in questi giorni, fra amiche, non si fa altro che parlare delle macchine elettriche per fare il pane. Chi l'ha presa all' Unieuro, chi l'ha presa in offerta al Lidl, fatto sta che sta spopolando fra le giovani donne in cerca di alternative salutiste alla baguette precongelata che si trova al supermercato, complice la possibilità di utilizzare farine e guarnizioni a proprio piacimento per un risultato super personalizzato. Ciliegina sulla torta, mi chiama mia madre al telefono dicendomi che mi ha comprato per regalo una macchina per fare il pane visto che mi trova spesso china sulla spianatoia, avvolta in una nuvola di farina, ad impastare pane e pagnotte nonostante il polso dolorante a causa di una tendinite provocata da quei 10 chili di amore che è mia figlia. Nonostante la proposta fosse allettante per il mio polso, io ho rifiutato il regalo di mia madre perchè credo che dopotutto ci siano certi gesti che non possono essere meccanizzati perchè si portano dietro tradizioni millenarie, e fare il pane, per me, è uno di questi, un rito quasi sacro che va rispettato, mantenuto inalterato e tramandato di generazione in generazione.
Ho però colto l'occasione per sperimentare qualcosa di nuovo, approfittando della farina di farro integrale comprata pochi giorni fa e dei semi di girasole che ho salvato dallo sgranocchiamento multiplo di mio marito! Sono nati così i panini del far(ro) west che hanno un sapore di tempi antichi e lontani, un po' rustici ma dal cuore tenero e gustoso.
Ecco qui tutto l'occorrente per la ricetta:
-750 gr di farina integrale biologica di farro
-500 ml di acqua
-1 bustina di lievito di birra disidratato, attivo (10 gr)
-1 cucchiaino colmo di sale marino integrale
-2 cucchiai di olio extravergine di oliva biologico
- semi di girasole biologici a piacere
Si comincia attivando il lievito: io utilizzo il "lievito per pane e pizza" della marca Baule volante, una bustina è sufficiente per 500-1000 gr di farina circa. Per attivare il lievito basta scioglierlo per pochi minuti in poca acqua tiepida in cui è stato aggiunto un pizzico di zucchero o una goccia di miele. Fatta questa operazione preliminare, si procede formando la classica "fontana" di farina al centro della spianatoia
Si aggiungono prima il cucchiaino colmo di sale e poi i due cucchiai di olio, iniziando piano piano ad impastare e a prelevare la farina dai bordi della fontana
A questo punto si aggiunge un po' per volta il lievito, alternandolo all'acqua, e si continua ad impastare ed inglobare farina
Ora è arrivato il momento di impastare a mano (povero polso mio!). Più si impasta e meglio è, il pane non vuole fretta o stanchezza ma tempo e amore. Si procede così finchè l'impasto risulti sempre meno colloso
A questo punto si possono aggiungere i semi di girasole nella quantità preferita e si continua ad impastare ancora per un po'
Finito di impastare si mette la pagnotta a riposo per almeno un'ora in un posto caldo
Trascorso il tempo minimo necessario per una lievitazione ottimale (e per far si che invece che panini morbidi non vengano fuori "armi improprie") si divide l'impasto, si formano i panini, si aggiungono altri semi sulla superficie e si dispongono in una teglia sopra la carta da forno. Si infornano per 20-25 minuti a forno già caldo a 190 gradi
Come fare a capire se i panini sono cotti? a parte guardare la superficie che assume un aspetto dorato, un trucchetto è di sentire il profumo che esce dal forno: se odora ancora di lievito non sono pronti, se invece prevale l'odore di pane buono allora si possono tirare fuori. Eccoli qui, caldi, fragranti, morbidosi, pronti per essere gustati dai minatori del vecchio far west così come dai mariti di ritorno dalla giungla urbana!

Se, invece che dividere l'impasto in panini, preferite cuocere una forma intera di pane, il tempo di cottura a forno preriscaldato sarà di circa 1 ora. Colgo l'occasione per segnalare il consiglio di un'amica di una mia amica che ha un parente fornaio e che mi ha suggerito di far riposare l'impasto a lievitazione quasi ultimata per circa mezz'ora nel forno riscaldato a 50 gradi e poi spento nel momento in cui si introduce la pagnotta in lievitazione. Trascorso questo tempo, si accende il forno a 190 gradi e si procede con la normale cottura. Questo espediente, da me non ancora provato, dovrebbe assicurare una lievitazione ottimale e una morbidezza perfetta dell'impasto. Lasciando inalterate le quantità degli ingredienti base, questa ricetta si presta bene a mille modifiche, quindi via libera alla fantasia e ai suggerimenti.
P.s. mamma e Martina, nonostante usiate la macchina per il pane, vi voglio sempre un bene dell'anima!!!!