martedì 7 giugno 2011

Le bioconserve: marmellata di ciliegie

Ho due alberi di ciliegio in giardino che, oltre a regalarci uno spettacolo mozzafiato a marzo con la loro meravigliosa e profumatissima fioritura, ci hanno regalato in questi primi giorni di giugno una vera valanga di ciliegie. Ho visto scene di puro delirio svolgersi sotto ai miei due alberi, mia madre che si allungava verso i rami più alti ma pieni di ciliegie maturissime, mia figlia di appena un anno che si leccava i baffi vedendo quei succosi frutti rossi penderle sopra la testa, il cane che si mangiava le ciliegie cadute, i muratori in pausa che si godevano un dolce momento di riposo e io e mio marito pieni di formiche per cercare di sfrondare più rami possibile per riempire le ceste da regalare a vicini e parenti. Non potevo non approfittare di tale abbondanza per fare un po' di marmellata da gustare in autunno quando le temperature iniziano a scendere e la voglia di caldo si fa più intensa o in pieno inverno per svegliare al mattino anche i più pigri con l'odore del pane caldo con la marmellata appena spalmata per colazione. Iniziamo subito con la ricetta, gli ingredienti, le dosi e le mie ormai famose fotografie non proprio bellissime del "passo dopo passo insieme arriveremo alla fine".




Ecco gli ingredienti:

-1,3Kg di ciliegie mature biologiche(tolti i noccioli rimane 1Kg di frutta)
-400gr di guarapo biologico ed equo-solidale
-il succo di mezzo limone bio
-1 mela bio grattugiata

Lavate le ciliegie, privatele del picciolo e mettetele a scolare in uno scolapasta.




Ora c'è la parte più noiosa ma, si sa, fare la marmellata è una di quelle cose che richiedono tempo e pazienza, come tutte le ricette che devono riuscire bene! Quindi armatevi di santa pazienza e togliete a mano i noccioli da tutta la frutta in modo da ottenere circa 1Kg di pura frutta. Non gettate assolutamente via i noccioli ma metteteli da parte che nel prossimo post ci sarà un'idea carina su come riutilizzarli!




Pesate 400gr di zucchero guarapo bio ed equo-solidale, aggiungetelo alla frutta insieme al succo di mezzo limone bio, mescolate bene con un cucchiaio e riponete la ciotola in frigo per almeno due ore in modo da far uscire più succo possibile dalle ciliegie.





Trasferite il contenuto della ciotola in una pentola di acciaio con il fondo spesso (non usate mai pentole di alluminio!) e aggiungete una mela bio grattugiata che serve a sostituire la classica bustina di pectina che di solito si aggiunge per addensare la marmellata. La mela è ricchissima di pectina e svolge (meglio) la stessa funzione della pectina liofilizzata che si trova in commercio, aggiungendo sapore e un tocco eco-bio al tutto! Appena si raggiunge il primo bollore, abbassate la fiamma e procedete con la cottura per almeno 1 ora, 1 ora e 15 minuti, mescolando regolarmente con un cucchiaio di legno per non far attaccare la marmellata al fondo della pentola.





Nel frattempo pulite bene dei barattoli da conserva in vetro e sterilizzateli mettendoli a bollire in una pentola capiente piena di acqua per almeno 20 minuti dal primo bollore. A me è venuta in mente un'alternativa al solito metodo sterilizzante: ho utilizzato lo sterilizzatore per i biberon di mia figlia che ormai giaceva inutilizzato in un angolo della cucina. Se avete bimbi potete fare lo stesso, se non li avete, potete chiedere uno di questi sterilizzatori ad amici che hanno figli ormai grandicelli, vi assicuro che saranno più che contenti di sbarazzarsi di questo ingombrante ricordo delle prime pappe!



Una volta sterilizzati, asciugate bene i barattoli e i rispettivi coperchi mettedoli a sgocciolare a testa in giù sopra ad un panno asciutto e pulito.



Trascorsa un'ora abbondante di cottura, verificate la consistenza della marmellata con la prova della goccia, cioè fate scivolare una goccia di liquido su di un piatto pulito tenendolo in verticale: la goccia dovrà scivolare giù molto lentamente, rimanendo per lo più incollata al piatto. A questo punto la marmellata è cotta e potete spegnere il gas, non cercate di prolungare la cottura per addensare ulteriormente il tutto perchè la pectina farà il suo lavoro una volta raffreddatasi, altrimenti rischiate di ritrovarvi con dei barattoli ripieni di marmellata durissima. Con un cucchiaio riempite i barattoli fino a circa 1 -2 cm dal bordo cercando di non far fuoriuscire la marmellata. Se necessario, pulite il barattolo con un panno pulito mantenendo la parte della chiusura più pulita possibile.



Una volta riempiti tutti i barattoli, chiudete con i tappi avvitando per bene e capovolgete i barattoli riponendoli in un luogo fresco e asciutto fino al completo raffreddamento.



La marmellata di ciliegie è pronta! Conservatela per almeno un mese prima di aprirla e non più in là della prossima stagione delle ciliegie (a casa mia non c'è questo rischio, di solito non c'è più traccia di alcun barattolo prima di Natale!!!). Sbizzarritevi a decorare l'etichetta secondo il vostro gusto e la vostra fantasia, utilizzando materiale di riciclo per confezionare dei veri e propri regali con cui fare felici ospiti ed amici in ogni occasione.

5 commenti:

  1. Ma Ila è fantasticaaa!!! leggo solo ora...in ritardo come al solito...corro a raccogliere le ciliegie da Zio Bruno e poi mi metto all'opera!! Sei un mito come al solito!! Baci ad Isa, Ciao Ciao Aly

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  2. Ciao Piccolo Artista, il guarapo è lo zucchero integrale di canna che è assolutamente diverso dallo zucchero grezzo di canna, quello che, per intenderci, troviamo nelle bustine dei bar e ha un aspetto granelloso e marroncino scuro. Il guarapo è naturale al 100% e ricavato dalla canna da zucchero manualmente facendo evaporare la parte liquida. Il grezzo di canna invece viene lavorato e trattato chimicamente e poi ricolorato con la melassa dopo lo sbiancamento ed è quindi da evitare al pari dello zucchero bianco.

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  3. FANTASTICAAA!!!! PECCATO HO LETTO TROPPO TARDI, ORMAI LE GILIEGE DELL'ALBERO DI MIA NONNA LE ABBIAMO RACCOLTE TUTTE E CE LE SIAMO ANCHE MANGIATE!!!!! SARA' PER IL PROSSIMO ANNO ORMAI.....MA PER ALTRA FRUTTA, TIPO PRUGNE, IL PROCEDIMENTO E LE DOSI SONO LE STESSE? MARTINA

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    1. Ilaria Silvestrini20 maggio 2012 09:36

      ciao Martina! Il procedimento usato va bene anche per altra frutta quindi se hai finito le coliegie puoi provarlo con prugne o albicocche o quello che più ti piace!

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