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mercoledì 11 gennaio 2012

Progresso o regresso?

Durante le feste di Natale ci sono venuti a trovare parenti ed amici così ho avuto tempo di stare un po' con loro, godermi la famiglia, la mia piccola bimba che gioca spensierata con i nonni e gli zii e intanto l'asilo tramite sms ci fa sapere che riparirà il 9 gennaio ed allora tutti giù a scervellarsi su come fare a passare il tempo senza mettere a soqquadro tutta casa, senza scannarci fra di noi proponendo i più diversi giochi da fare insieme. E così se ne esce mia madre con il suo ipad2 trasformandolo in una specie di lavagnetta magica in cui mia figlia con il suo ditino disegna cerchi buffi come se lo avesse sempre fatto mentre io entro in crisi e cerco disperatamente una tastiera in questi ancora sconosciuti aggeggi hightech!


C'è anche un buffo pappagallo che ripete tutto quello che dici e lo puoi accarezzare o torturare a seconda del tuo umore e non capisco se a divertirsi di più sia mia madre o mia figlia! Nello stesso istante mio fratello si diverte con l'ultima applicazione di moda scaricata sul suo iphone e sul divano c'è il compagno di mia madre che fa lo stesso con il suo smartphone nuovo nuovo e tutti mi sembrano impazziti e persi dietro queste nuove teconologie. Persino il nonno 85enne si diverte a riprenderci tutti quanti con la sua micro telecamerina mentre io e mio marito ci guardiamo scrollando le spalle e non vedendo l'ora di spegnere finalmente il wi-fi quando tutti se ne saranno andati riportando la nostra bella casa di campagna indietro nel tempo, in quel bel tempo in cui noi abbiamo scelto di vivere, strizzando un occhio al futuro ma comodamente adagiati in un più sano e sicuro passato. Ed è in questi momenti che mi viene da fare questo tipo di riflessione: meglio il progresso o il regresso? Si stava meglio prima quando si stava peggio o è solo un modo di dire? Davvero tutta questa tecnologia ci è utile e ci fa progredire? Ma che significa progredire? Le mie riflessioni si scontrano puntualmente con la visione delle abitudini della mia famiglia di origine e il pensiero che c'è tutta una corrente di "decrescita" che sta attirando sempre più persone e che a dire il vero mi incuriosisce sempre di più capire in che direzione sta andando. Pochi giorni fa parlavo con la maestra dell'asilo di mia figlia e lei mi ha fatto vedere il suo progetto di costruire l'asilo dentro le yurte, le tende mongole fatte di lana con l'impalcatura e la base a pedana in legno, calde d'inverno e fresche d'estate, alimentate con i pannelli ad energia solare e affiancate ad un orto biodinamico; se non è decrescita questa!





Chissà come deve essere strano andare all'asilo dentro ad una tenda mongola e giocare di pomeriggio con l'ipad della nonna. La generazione di mia figlia vivrà collegata 24 ore su 24 e mi sembra inutile tenerla lontana da tutto questo perchè so che prima o poi ci entrerà nella sua vita e non voglio che si senta una specie di esclusa perchè la mamma ha idee "strane in testa" ma credo che a tutto ci sia un limite e per i miei gusti è molto più creativo ed appagante disegnare con delle belle matite colorate su un bel foglio di carta piuttosto che passare il dito su uno schermo piatto e freddo.
E in campo alimentare, a cosa ha portato tutto questo progresso? Sembra che finora far      risparmiare tempo sia stata l'unica priorità delle industrie alimentari, fregandosene del tutto della qualità, quantità e origine degli ingredienti usati. "bastano 5 minuti in pentola" o "pronto in 3 minuti" sono gli slogan più comuni nelle confezioni di cibo mentre l'etichetta nutrizionale si fa sempre più microscopica e ormai si trova solo sul retro o sul fianco della confezione e ci vuole una lente di ingrandimento per capire qualcosa!




Se questo è il progresso alimentare, sono fiera di dire che facciamo la spesa in fattoria, che faccio il pane in casa come una volta, che in cucina ho pentoloni di legumi e verdure che non si cuociono in 5 minuti ma che hanno bisogno di cotture lente e delicate che tirano fuori tutto il loro straordinario sapore. Purtroppo non sempre la fatica che si fa a stare in cucina viene ricompensata a dovere e può succedere che mia figlia mandi all'aria un piatto di fagioli e si getti sulla patatina fritta che le ha allungato sotto il tavolo il bisnonno ma l'importante è che lei cresca con la convinzione che il vero cibo è la zuppa di fagioli e non le patatine fritte.
Anni fa si parlava di cucina molecolare e di Ferran Adrià, ed è sembrato quasi reale e possibile che ci nutrissimo di gelato di bolle d'aria e di minestra di particelle riscaldate ma poi per fortuna tutto si è sgonfiato, più o meno la fine che ha fatto il suddetto gelato...


Il dottor Franco Berrino, persona che stimo oltre ogni limite, ha detto che il metodo migliore per fare la spesa è immaginare di avere con noi la nostra bisnonna e mettere virtualmente in mano a lei i cibi prima di metterli nel carrello; se la bisnonna riconosce il cibo leggendo l'etichetta nutrizionale allora è ok, altrimenti è meglio lasciarlo nello scaffale. Se la mia bisnonna fosse ancora viva direi che riconoscerebbe quasi tutto quello che c'è nella mia dispensa (nutro solo qualche dubbio per il tofu e il seitan...)e sarebbe fiera di vedermi impastare proprio come lei ha insegnato a sua figlia e come io insegnerò un domani alla mia (per ora ci limitiamo ad impastare insieme palline di farina e acqua e la mia piccola si diverte un mondo!) senza usare nemmeno la mitica impastatrice Imperia che invece mia nonna (raggiunta una certa età) ha iniziato ad usare perchè stendere l'impasto a mano sta diventando anche per me più duro di una sessione di pesi e poi le braccia mi fanno male anche il giorno dopo!



Dopotutto un salto nel futuro l'ho già fatto un anno fa aprendo questo blog e devo dire che, appena riesco a liberarmi e ad avere un po' di tempo per me, mi fa veramente piacere andare a controllare da quali parti del mondo gli utenti si sono collegati per leggere i miei articoli ed è una vera emozione sapere di aver fatto più volte il giro del mondo toccando tutti e cinque i continenti.
Qual è allora il tempo migliore in cui vivere? Quello della fatica del passato o quello della rapidità del futuro? Io dico che il miglior tempo possibile per vivere è l'oggi, il presente, ed ognuno di noi ha il proprio modo di vivere, ognuno ha i propri valori, gli affetti e i sentimenti che lo portano a vivere di conseguenza. Cucinare è amare e si ama con calma, con lentezza, con passione e dedizione ( e la pentola a pressione è ammessa!).