martedì 6 dicembre 2011

Muffin con cachi cacao e cioccolata

Ecco qui una ricettina veloce e deliziosa che mi ha suggerito la mia amica Beatrice detta "Ba" da mia figlia Isabella. La ricetta originale di Ba prevede l'uso di olio di soia e l'aggiunta di granella di mandorle; io ho leggermente modificato la ricetta e ho utilizzato olio extravergine di oliva, non ho messo le mandorle ma ho messo la cioccolata fondente e ho dimezzato le dosi di cacao.
I cachi del mio giardino maturano tardivamente e sono piccolissimi ma hanno un sapore dolce straordinario!


Lista degli ingredienti:


-200gr di farina di grano biologica (a piacere integrale e volendo di farro o segale)
-2 cucchiai colmi di cacao in polvere biologico
-4 cucchiai di zucchero integrale di canna biologico(Panela)
-2 cachi grossi o 4 piccoli
-1/2 tazzina da caffè di olio extravergine di oliva biologico
-1/2 cucchiaio di fecola biologica
-1 bustina di lievito per dolci biologico
-1 tazza da thè di latte di riso con calcio biologico (va bene qualsiasi tipo di latte)
-30gr di cioccolata fondente biologica




Per questa ricetta ho utilizzato lo zucchero Panela invece che il solito guarapo e devo dire che trovo il Panela profumatissimo e buono, credo che d'ora in poi sarà il mio dolcificante preferito anche se vale sempre la regola che non si dovrebbe mai aggiungere zucchero alle preparazioni ma poi in famiglia sarei l'unica a mangiare! Meglio poco ma di grandissima qualità.
Iniziamo frullando i cachi con il latte di riso, lo zucchero e l'olio



Ho frullato il tutto con il minipimer fino ad ottenere un composto schiumoso



Ho poi tagliato in pezzetti non troppo piccoli la cioccolata fondente perchè mi piace sentire sotto i denti l'effetto del pezzetto piuttosto che avere la cioccolata squagliata ovunque.



Poi ho semplicemente amalgamato in una terrina tutti gli ingredienti secchi, compresa la cioccolata



Ho unito mano a mano il composto schiumoso precedentemente frullato amalgamando per bene gli ingredienti con quelli secchi fino ad ottenere un composto con la giusta cremosità




Per finire ho riempito gli stampini da muffin con il composto così ottenuto cercando di non superare la metà dello stampo per evitare fuoriuscite in cottura (anche se a dire la verità con questa ricetta i muffin non crescono granchè ma rimangono come tortine basse)






Preriscaldate il forno a 180 gradi e infilate pure i muffin quando la temperatura sarà giusta. In 15 minuti questi deliziosi tortini sono pronti (fate la prova con uno stecchino). Potete decorarli a piacere; io ho scelto di spolverarli con dello zucchero a velo per rimanere in tema natalizio con gli stampini che ho comprato all'ikea!



lunedì 21 novembre 2011

Sbrigati, fai pesto che è tardi!!!

Il titolo scherzoso gioca sul fatto che, quando è tardi e la famiglia reclama la pappa, non c'è niente di più veloce che preparare il pesto per condirci un bel piatto di pasta integrale. Quello che vi propongo però non è il solito pesto fatto con basilico verde ma con basilico rosso. Ecco qui la meravigliosa pianta che ho acquistato in una fattoria biologica 




Devo dire che ormai a novembre inoltrato siamo quasi fuori periodo per il basilico ma quest'anno con il caldo che si è protratto fino a poche settimane fa, il mio orticello di piante aromatiche ha prodotto un'enormità di basilico rosso e lo sto sfruttando tutt'ora per fare questo gustoso pesto.
Gli ingredienti per preparare un condimento necessario per circa 500gr di pasta sono:


-70-80gr di foglie di basilico rosso biologico (io mi regolo riempendo un piatto da minestra)
-20gr di pinoli
-2 o 3 spicchi di aglio biologico(può non piacere e c'è chi non lo usa ma per me il vero pesto ha tantissimo aglio!!!)
-olio extravergine di oliva biologico (va aggiunto fino ad ottenere la consistenza desiderata)
-100gr di parmigiano reggiano biologico
-un pizzico di sale grosso marino integrale


Io adoro il parmigiano reggiano mezzano di montagna biologico "Santa Rita", lo trovo favoloso e con un gusto unico, diverso da qualsiasi altro parmigiano, con un sapore davvero di natura.




Se il tempo a vostra disposizione ve lo permette potete provare a fare il pesto usando il mortaio e il pestello altrimenti potete sfacciatamente gettare il tutto nel mixer e frullare fino alla consistenza desiderata, aggiungendo l'olio un po' per volta. 
La particolarità del basilico rosso è che vi regalerà un pesto dal colore viola scuro, di sicuro effetto per preparare un piatto di spaghetti per gli amici!
Ecco qui una foto del mio risultato, buon appetito!



martedì 8 novembre 2011

Seminario di educazione alimentare per operatori di asilo nido

Sono lieta e orgogliosa di presentarvi il prossimo corso di educazione alimentare che terrò presso la Fondazione Montessori di Chiaravalle (An). Il corso è rivolto a tutti gli operatori di asilo nido a cui verrà rilasciato un attestato di partecipazione dalla Fondazione stessa. Le iscrizioni scadono il 15 novembre 2011, se siete interessati a partecipare o conoscete qualcuno a cui potrebbe interessare, fate girare la voce!
Qui di seguito troverete il manifesto dell'iniziativa con tutti i numeri da contattare per avere maggiori informazioni e per iscriversi.



P.zza Mazzini 10
60033 Chiaravalle (An)
C.F: 93111170424
Tel. 0719499296
Fax 0719499278
www.montessoridesign.it
www.mariamontessori.it





      Seminario di educazione alimentare per operatori di asilo nido

                                                                19 – 20 Novembre
                                                            Centro di Formazione
                                                       Via XXV Aprile Chiaravalle

L'alimentazione in età pediatrica ha acquisito oggi notevole importanza per le valenze non solo preventive ma anche costitutive del futuro individuo. Conoscere, capire e comprendere a fondo i fabbisogni alimentari dei bambini è non solo importante ma anche fondamentale per chi si prende cura di loro al di fuori dell'ambito familiare. E' con questo scopo che il seminario si rivolge a tutti gli operatori di asilo nido, con l'intento di fornire loro le basi necessarie per assistere,consigliare e condurre i bambini ad una corretta condotta alimentare.

                                                             Sabato 19 Novembre

ORE 9 – 12      I principi fondamentali della nutrizione: macronutrienti, micronutrienti, e acqua. La piramide alimentare e le calorie. Allattamento: latte materno, vaccino e formule. Come si prepara, si conserva e si somministra il biberon con latte materno e formule. Divezzamento e prime pappe. Svezzamento e primi pasti.

ORE 15 – 18  Allergie e intolleranze con esempi di menù specifici. Disturbi del comportamento alimentare nei bambini.

                                                           Domenica   20 Novembre

ORE 9 – 11   Il momento del pasto nell’Asilo Nido. Errori alimentari più frequenti. Come affrontare particolari esigenze alimentari dei bambini 1-3 anni. Compilazione menù giornaliero per bambini 1-3 anni.

ORE 11 – 12 Spazio libero alle domande, esempi e confronto.


Al termine del seminario verrà rilasciato attestato di partecipazione.

Il seminario tenuto dalla Dott.ssa Ilaria Silvestrini si attiverà al raggiungimento minimo di n° 25 unità.
Le quote d’iscrizione dovranno pervenire entro il 15.11.2011. La quota di  € 50,00 dovrà essere versata contestualmente all’inizio del corso.

martedì 16 agosto 2011

Clafoutis alle pesche

Adoro le pesche nettarine, così dolci, croccanti, profumate e dalla inconfondibile buccia liscia (detesto le pesche con il peletto, mi fanno venire i brividi ad ogni morso!). Conoscete il clafoutis? è un antico dolce francese che si faceva con le ciliegie, il liquore cherry, il burro e il latte. Siccome io sono astemia e non bevo latte ho rivisitato la ricetta cambiando tipologia di frutta (si può fare con tantissime varietà di frutta!), ho tolto il burro e il latte ed ho eliminato anche lo cherry, rendendo questo dolce adatto ai bambini, agli ovo-vegetariani e a tutti quelli che non tollerano il lievito. Iniziamo con la lista degli ingredienti:

-8 pesche nettarine biologiche di media grandezza
-3 uova biologiche
-100gr di guarapo (zucchero integrale di canna biologico)
-90 gr di farina di grano tenero bio (a piacere integrale)
-olio extravergine di oliva bio per ungere la pirofila
-zucchero grezzo di canna biologico per ricoprire le pareti della pirofila



Iniziamo lavando bene le pesche e tagliandole a pezzetti grossolani senza togliere la buccia.




Nel frattempo accendiamo il forno a 180 gradi ed ungiamo con l'olio una pirofila da forno con i bordi alti e cospargiamola con lo zucchero grezzo di canna biologico.


Di solito non utilizzo questo tipo di zucchero per cucinare perchè preferisco usare il guarapo ma non c'è niente di più delizioso che utilizzare zucchero granelloso per rivestire le pirofile perchè dopo la cottura rimane una dolce crosticina che nessun altro tipo di zucchero riesce a fare!
Rompete tre uova biologiche in una terrina ed aggiungete 100gr di guarapo e iniziate a sbattere con le fruste elettriche a massima potenza per il tempo necessario a far raddoppiare in volume il composto e fino a che non risulti spumoso e chiaro.




A questo punto aggiungete 90 gr di farina setacciata avendo cura di procedere piano piano e di mescolare con un cucchiaio di legno un po' per volta in modo da mantenere l'impasto morbido e spumoso.


Adagiate le pesche tagliate a pezzetti sul fondo della terrina avendo cura di spargerle in modo uniforme.



Versate sopra il composto in modo da ricoprire tutta la frutta e infornate a forno già caldo per 45 minuti esatti.



Sfornate il dolce e lasciate riposare per 5 minuti, poi cospargetelo di zucchero a velo.




Il clafoutis va mangiato caldo o al massimo tiepido perchè sprigiona al meglio tutti i succhi e gli aromi della frutta. Come dicevo, si possono utilizzare diverse varietà di frutta, ma il massimo si ottiene con frutta un po' acida e che contiene parecchia acqua (le ciliegie sono infatti perfette!). Se utilizzate frutta meno acquosa come le mele, potete aggiungere al composto circa 100ml di latte di soia o di riso per dare una consistenza più cremosa all'impasto. Quasi quasi mi preparo un clafoutis ai kiwi, che ne dite? Se poi volete accompagnarlo con un po' di panna o di gelato alla vaniglia (perfetto anche alla soia) io non posso che appoggiarvi ed imitarvi in questo caso!

mercoledì 15 giugno 2011

Il cuscinetto con i noccioli di ciliegia

Eccomi qui, ve l'avevo anticipato nell'ultimo post (quello della marmellata di ciliegie biologiche)che ci sarebbe stata una piccola sorpresa, un modo carino per riciclare tutti i noccioli delle ciliegie che faticosamente ho sbucciato a mano per fare la marmellata. Chiara, la cugina di mio marito, mi ha fatto conoscere i fantastici cuscini ripieni di noccioli di ciliegia, e da quando ne ho acquistato uno a marzo scorso, in casa non ne possiamo più fare a meno. Tenendolo in congelatore, è un prezioso rimedio contro i bernoccoli (i ficozzi per dirla alla romana) e i lividi che mia figlia si procura gattonando e camminicchiando per casa perchè è un ghiaccio secco che non brucia la pelle; messo invece nel microonde per 3 minuti a potenza media è un rimedio pratico ed efficace contro il mal di schiena, i dolori cervicali ed addominali perchè rilascia lentamente il calore, sostituendo la vecchia borsa dell'acqua calda che non è mai indicata per i bambini per il rischio di fuoriuscite di liquido bollente. Insomma, chi per un motivo, chi per un altro, in famiglia amiamo tutti il suddetto cuscinetto e ce lo contendiamo come in alcune famiglie si può contendere un telecomando! Ho quindi colto l'occasione della preparazione della marmellata per provare a farne uno piccolo piccolo, delle dimensioni di una presina per intenderci, da tenere fisso in congelatore, che sia della misura giusta per tamponare gli acciacchi al volo. Passo dopo passo ecco le foto del semplice procedimento. Ecco cosa vi occorre:

-3 etti circa di noccioli di ciliegie (si ottengono da 1 kg di frutta fresca)
-2 pezzette di stoffa 15 X 15 cm
-ago e filo


Prendete i noccioli di ciliegia e lavateli per bene. Non importa se attaccato al nocciolo c'è ancora un po' di polpa perchè poi verrà via in un secondo momento. Metteteli in un pentolino a bollire per circa un'ora (io ho sfruttato il tempo di cottura della marmellata).



Terminata la bollitura, sciacquate per bene i noccioli sotto il getto d'acqua fredda. La polpa residua verrà via così facilmente.



A questo punto, i semi andrebbero fatti essiccare al sole e al vento ma, per accelerare la procedura, come per la sterilizzazione dei vasetti di marmellata, anche in questo caso ho utilizzato lo sterilizzatore per i biberon per evitare che i semi germoglino in futuro dentro al sacchetto.



Terminata la sterilizzazione, lasciate all'aria per qualche ora i noccioli ben allargati e separati.



Ora, chi ha una macchina da cucire parte avvantaggiato, chi come me non ce l'ha si deve armare di ago, filo e santa pazienza e iniziare a cucire le due pezzuole di cotone. Mi raccomando, utilizzate un cotone forte e resistente, meglio se di scampoli avanzati e riciclati da vecchi lavori in casa. Io ho trovato una vecchia federa bianca di un cuscino e un pezzo di cotone color lavanda e ho creato un cuscinetto bicolor! Fate combaciare le due parti tenendo all'esterno il rovescio della stoffa ed iniziate a cucire tre lati ripassando più volte i punti per creare una cucitura molto resistente.



Arrivati al quarto lato, lasciate aperta una parte di stoffa di circa 6-7 cm e rivoltate il sacchetto in modo da metterlo nel verso dritto. Riempite con i noccioli di ciliegia e cucite la parte rimanente di stoffa con il sottopunto. Ecco pronto un simpatico ed utilissimo cuscinetto di noccioli di ciliegia, praticamente a costo zero!


martedì 7 giugno 2011

Le bioconserve: marmellata di ciliegie

Ho due alberi di ciliegio in giardino che, oltre a regalarci uno spettacolo mozzafiato a marzo con la loro meravigliosa e profumatissima fioritura, ci hanno regalato in questi primi giorni di giugno una vera valanga di ciliegie. Ho visto scene di puro delirio svolgersi sotto ai miei due alberi, mia madre che si allungava verso i rami più alti ma pieni di ciliegie maturissime, mia figlia di appena un anno che si leccava i baffi vedendo quei succosi frutti rossi penderle sopra la testa, il cane che si mangiava le ciliegie cadute, i muratori in pausa che si godevano un dolce momento di riposo e io e mio marito pieni di formiche per cercare di sfrondare più rami possibile per riempire le ceste da regalare a vicini e parenti. Non potevo non approfittare di tale abbondanza per fare un po' di marmellata da gustare in autunno quando le temperature iniziano a scendere e la voglia di caldo si fa più intensa o in pieno inverno per svegliare al mattino anche i più pigri con l'odore del pane caldo con la marmellata appena spalmata per colazione. Iniziamo subito con la ricetta, gli ingredienti, le dosi e le mie ormai famose fotografie non proprio bellissime del "passo dopo passo insieme arriveremo alla fine".




Ecco gli ingredienti:

-1,3Kg di ciliegie mature biologiche(tolti i noccioli rimane 1Kg di frutta)
-400gr di guarapo biologico ed equo-solidale
-il succo di mezzo limone bio
-1 mela bio grattugiata

Lavate le ciliegie, privatele del picciolo e mettetele a scolare in uno scolapasta.




Ora c'è la parte più noiosa ma, si sa, fare la marmellata è una di quelle cose che richiedono tempo e pazienza, come tutte le ricette che devono riuscire bene! Quindi armatevi di santa pazienza e togliete a mano i noccioli da tutta la frutta in modo da ottenere circa 1Kg di pura frutta. Non gettate assolutamente via i noccioli ma metteteli da parte che nel prossimo post ci sarà un'idea carina su come riutilizzarli!




Pesate 400gr di zucchero guarapo bio ed equo-solidale, aggiungetelo alla frutta insieme al succo di mezzo limone bio, mescolate bene con un cucchiaio e riponete la ciotola in frigo per almeno due ore in modo da far uscire più succo possibile dalle ciliegie.





Trasferite il contenuto della ciotola in una pentola di acciaio con il fondo spesso (non usate mai pentole di alluminio!) e aggiungete una mela bio grattugiata che serve a sostituire la classica bustina di pectina che di solito si aggiunge per addensare la marmellata. La mela è ricchissima di pectina e svolge (meglio) la stessa funzione della pectina liofilizzata che si trova in commercio, aggiungendo sapore e un tocco eco-bio al tutto! Appena si raggiunge il primo bollore, abbassate la fiamma e procedete con la cottura per almeno 1 ora, 1 ora e 15 minuti, mescolando regolarmente con un cucchiaio di legno per non far attaccare la marmellata al fondo della pentola.





Nel frattempo pulite bene dei barattoli da conserva in vetro e sterilizzateli mettendoli a bollire in una pentola capiente piena di acqua per almeno 20 minuti dal primo bollore. A me è venuta in mente un'alternativa al solito metodo sterilizzante: ho utilizzato lo sterilizzatore per i biberon di mia figlia che ormai giaceva inutilizzato in un angolo della cucina. Se avete bimbi potete fare lo stesso, se non li avete, potete chiedere uno di questi sterilizzatori ad amici che hanno figli ormai grandicelli, vi assicuro che saranno più che contenti di sbarazzarsi di questo ingombrante ricordo delle prime pappe!



Una volta sterilizzati, asciugate bene i barattoli e i rispettivi coperchi mettedoli a sgocciolare a testa in giù sopra ad un panno asciutto e pulito.



Trascorsa un'ora abbondante di cottura, verificate la consistenza della marmellata con la prova della goccia, cioè fate scivolare una goccia di liquido su di un piatto pulito tenendolo in verticale: la goccia dovrà scivolare giù molto lentamente, rimanendo per lo più incollata al piatto. A questo punto la marmellata è cotta e potete spegnere il gas, non cercate di prolungare la cottura per addensare ulteriormente il tutto perchè la pectina farà il suo lavoro una volta raffreddatasi, altrimenti rischiate di ritrovarvi con dei barattoli ripieni di marmellata durissima. Con un cucchiaio riempite i barattoli fino a circa 1 -2 cm dal bordo cercando di non far fuoriuscire la marmellata. Se necessario, pulite il barattolo con un panno pulito mantenendo la parte della chiusura più pulita possibile.



Una volta riempiti tutti i barattoli, chiudete con i tappi avvitando per bene e capovolgete i barattoli riponendoli in un luogo fresco e asciutto fino al completo raffreddamento.



La marmellata di ciliegie è pronta! Conservatela per almeno un mese prima di aprirla e non più in là della prossima stagione delle ciliegie (a casa mia non c'è questo rischio, di solito non c'è più traccia di alcun barattolo prima di Natale!!!). Sbizzarritevi a decorare l'etichetta secondo il vostro gusto e la vostra fantasia, utilizzando materiale di riciclo per confezionare dei veri e propri regali con cui fare felici ospiti ed amici in ogni occasione.